Questo è sicuramente uno dei periodi dell’anno che maggiormente mi riporta a quando ero bambina. E come ogni inizio autunno, il Pan co’ Santi mi riporta lì in via Verdi, dove abitava la mia nonna paterna e dove si consumava ogni anno una vera e propria gara tra le tre sorelle Vanni (questo era il cognome di mia nonna prima di sposarsi)…

Per la Festa dei Santi a casa Chiti ci si ritrovava sempre a pranzo da nonna Elvira, la mamma di babbo come detto. Il rituale era pressochè lo stesso, ed era rassicurante, in qualche modo, perchè faceva parte di quelle certezze della vita su cui sai che puoi sempre contare….a Messa la domenica con tutta la famiglia e poi a pranzo da nonna dove sarebbero arrivati anche i cugini.

Era un modo per stare insieme che mi manca e che so che non tornerà più come allora…I grandi parlavano di politica o si scambiavano opinioni su come cambiava in meglio o in peggio il loro status lavorativo, e noi ragazzi giocavamo tutto il giorno. Sei cugini in totale, più o meno coetanei di due anni in due anni..ovvero…io ero la più grande insieme ad Andrea, a distanza di quattro anni c’erano mio fratello Filippo con Feffe e con otto e dieci anni di differenza da me rispettivamente Marta e Ale….insomma una bella ciurma! Il menù di nonna Elvis era sempre lo stesso: una bella pastasciutta al ragù o, ancora meglio, tortellini al ragù, arrosto misto fatto alla brace con, come diceva lei, un pò d’erba (ndr), ovvero spinaci!!!!! Ed infine il Pan co’ Santi!!!! Il più croccante, saporito, e morbido allo stesso tempo, ma soprattutto, più ricco di santi secondo me era quello del Ceccherini, nota pasticceria poggibonsese che tutt’ora è in vigore e sforna pasticcini ottimi. Ma Pan co’ Santi del Ceccherini a parte, che mia zia non mancava mai di portare per pranzo,  il nostro interesse era sempre tutto sulla gara che si sarebbe innescata di lì a poco tra le tre sorelle…. Nonna Elvira era infatti originaria di Monteriggioni e la giornata tipica per Ognissanti prevedeva il tour dei saluti tra le sorelle a Castellina Scalo e alla Colonna (nei pressi di Monteriggioni appunto). Elvira, Marina e Lidia si sfidavano a colpi di fette del tipico dolce senese. Vigeva sempre la regola del politically correct, ovvero nessuna delle tre diceva mai davvero la verità su ciò che pensava delle altre in quanto a gusto, consistenza e quantità di noci…i commenti (da parte di mia nonna ovviamente) venivano riservati solo a noi in privato durante il viaggio in macchina per uno spostamento da una location all’altra. E noi, questa era la parte divertente, eravamo la giuria sempre indecisa che doveva assaggiare e ri-assaggiare prima di consegnare lo scettro al miglior Pan co’ Santi. Il tour aveva le seguenti tappe: partenza da Poggibonsi dopo il pranzo luculliano sopra citato, visita ai cimiteri di Monteriggioni e Castellina (come si usa nella tradizione in Italia per la Festa dei Santi) e poi sosta di saluti alle zie ed assaggi annessi a cui si aggiungevano merende con pane e prosciutto. Generalmente prima da zia Lidia e poi da zia Marina. Mia nonna, oggettivamente, ha sempre cucinato delle gran torte, soprattutto in occasione delle feste di compleanno di noi nipoti, ma non si è mai sbizzarrita più di tanto nella realizzazione del Pan co’ Santi…diceva che le veniva poco bòno e sinceramente non mi ricordo in particolare il sapore del suo. Diciamo la verità, a vincere era sempre quello di zia Lidia che ne faceva talmente tanti, per i figlioli e per tutti i nipoti che andavano a trovarla, che ormai c’aveva preso la mano. I commenti in macchina comunque erano fantastici: “…E gli’era venuto meglio l’anno scorso via, quest’anno sapeva di poco… quello di Marina un c’aveva punte noci….a me a sapore mi garbava di più il tuo mamma, ma la consistenza era meglio quello di zia Lidia….io sò per quello di’ Ceccherini…..quest’anno Lidia batte tutti…quello di Marina e unn’era cotto, era cotto troppo poco via!”...e giù discorrendo! Ovviamente i commenti proseguivano tra di noi anche dopo le visite, durante la cena, sempre a casa di nonna….altra cena luculliana fatta di avanzi, con entrée di minestra però!

Bei tempi che sanno di casa, di cose semplici, di famiglia, di tradizioni, di ricordi che custodisco con amore e che son tutti dentro il mio Pan co’ Santi.

Questa ricetta quindi la lascio sperimentare anche a voi, dentro c’è tutto ciò che ho imparato in quanto membro dei giudici e assaggiatore ufficiale della famiglia Chiti duranti questi tour….

Ogni anno mentre lo preparo in questo periodo, le risate di mia nonna risuonano ancora nella mia testa. Ecco perchè è così buono!

Irene

Questo è sicuramente uno dei periodi dell'anno che maggiormente mi riporta a quando ero bambina. E come ogni inizio autunno, il Pan co' Santi mi riporta lì in via Verdi, dove abitava la mia nonna paterna e dove si consumava ogni anno una vera e propria gara tra le tre sorelle Vanni (questo era il cognome di mia nonna prima di sposarsi)... 

Per la Festa dei Santi a casa Chiti ci si ritrovava sempre a pranzo da nonna Elvira, la mamma di babbo come detto. Il rituale era pressochè lo stesso, ed era rassicurante, in qualche modo, perchè faceva parte di quelle certezze della vita su cui sai che puoi sempre contare....a Messa la domenica con tutta la famiglia e poi a pranzo da nonna dove sarebbero arrivati anche i cugini.

Era un modo per stare insieme che mi manca e che so che non tornerà più come allora...I grandi parlavano di politica o si scambiavano opinioni su come cambiava in meglio o in peggio il loro status lavorativo, e noi ragazzi giocavamo tutto il giorno. Sei cugini in totale, più o meno coetanei di due anni in due anni..ovvero...io ero la più grande insieme ad Andrea, a distanza di quattro anni c'erano mio fratello Filippo con Feffe e con otto e dieci anni di differenza da me rispettivamente Marta e Ale....insomma una bella ciurma! Il menù di nonna Elvis era sempre lo stesso: una bella pastasciutta al ragù o, ancora meglio, tortellini al ragù, arrosto misto fatto alla brace con, come diceva lei, un pò d'erba (ndr), ovvero spinaci!!!!! Ed infine il Pan co' Santi!!!! Il più croccante, saporito, e morbido allo stesso tempo, ma soprattutto, più ricco di santi secondo me era quello del Ceccherini, nota pasticceria poggibonsese che tutt'ora è in vigore e sforna pasticcini ottimi. Ma Pan co' Santi del Ceccherini a parte, che mia zia non mancava mai di portare per pranzo,  il nostro interesse era sempre tutto sulla gara che si sarebbe innescata di lì a poco tra le tre sorelle.... Nonna Elvira era infatti originaria di Monteriggioni e la giornata tipica per Ognissanti prevedeva il tour dei saluti tra le sorelle a Castellina Scalo e alla Colonna (nei pressi di Monteriggioni appunto). Elvira, Marina e Lidia si sfidavano a colpi di fette del tipico dolce senese. Vigeva sempre la regola del politically correct, ovvero nessuna delle tre diceva mai davvero la verità su ciò che pensava delle altre in quanto a gusto, consistenza e quantità di noci...i commenti (da parte di mia nonna ovviamente) venivano riservati solo a noi in privato durante il viaggio in macchina per uno spostamento da una location all'altra. E noi, questa era la parte divertente, eravamo la giuria sempre indecisa che doveva assaggiare e ri-assaggiare prima di consegnare lo scettro al miglior Pan co' Santi. Il tour aveva le seguenti tappe: partenza da Poggibonsi dopo il pranzo luculliano sopra citato, visita ai cimiteri di Monteriggioni e Castellina (come si usa nella tradizione in Italia per la Festa dei Santi) e poi sosta di saluti alle zie ed assaggi annessi a cui si aggiungevano merende con pane e prosciutto. Generalmente prima da zia Lidia e poi da zia Marina. Mia nonna, oggettivamente, ha sempre cucinato delle gran torte, soprattutto in occasione delle feste di compleanno di noi nipoti, ma non si è mai sbizzarrita più di tanto nella realizzazione del Pan co' Santi...diceva che le veniva poco bòno e sinceramente non mi ricordo in particolare il sapore del suo. Diciamo la verità, a vincere era sempre quello di zia Lidia che ne faceva talmente tanti, per i figlioli e per tutti i nipoti che andavano a trovarla, che ormai c'aveva preso la mano. I commenti in macchina comunque erano fantastici: "...E gli'era venuto meglio l'anno scorso via, quest'anno sapeva di poco... quello di Marina un c'aveva punte noci....a me a sapore mi garbava di più il tuo mamma, ma la consistenza era meglio quello di zia Lidia....io sò per quello di' Ceccherini.....quest'anno Lidia batte tutti...quello di Marina e unn'era cotto, era cotto troppo poco via!"...e giù discorrendo! Ovviamente i commenti proseguivano tra di noi anche dopo le visite, durante la cena, sempre a casa di nonna....altra cena luculliana fatta di avanzi, con entrée di minestra però! 

Bei tempi che sanno di casa, di cose semplici, di famiglia, di tradizioni, di ricordi che custodisco con amore e che son tutti dentro il mio Pan co' Santi.

Questa ricetta quindi la lascio sperimentare anche a voi, dentro c'è tutto ciò che ho imparato in quanto membro dei giudici e assaggiatore ufficiale della famiglia Chiti duranti questi tour....

Ogni anno mentre lo preparo in questo periodo, le risate di mia nonna risuonano ancora nella mia testa. Ecco perchè è così buono!

Irene

 1 kg di farina
 2 cubetti di lievito di birra
 400 g di acqua tiepida
 1 kg di noci (pesate con il guscio) da tritare
 1 sacchetto di uvetta
 225 g di olio di oliva (1/4 di litro)
  cucchiai di zucchero
 sale fino
 pepe, cannella, coriandolo (spezie per panforte senese)

1

Sgusciate le noci ed insaporitele in una padella con un pò d'olio e rosmarino.
Impastate la farina con l'acqua, lo zucchero, l'olio, e tutti gli altri ingredienti come se doveste fare la pizza o il pane. La pasta dovrà risultare abbastanza elastica come quella della pizza, anche se un pò più collosa per lo zucchero e l'olio.
Lasciate lievitare per una notte intera questo composto.

2

Il giorno seguente impastate nuovamente tutto il composto insieme per una decina di minuti e poi dividete in 4 panetti.
Date la forma rotonda a ciascun panetto che disporrete su una teglia imburrata ed infarinata. Poi fate un segno a croce su ogni panetto.
Lasciate lievitare almeno per un paio d'ore.

3

Spennellate infine i vostri panetti con un tuorlo d'uovo.
Cuocere a 175° per 45 minuti.

Ingredienti

 1 kg di farina
 2 cubetti di lievito di birra
 400 g di acqua tiepida
 1 kg di noci (pesate con il guscio) da tritare
 1 sacchetto di uvetta
 225 g di olio di oliva (1/4 di litro)
  cucchiai di zucchero
 sale fino
 pepe, cannella, coriandolo (spezie per panforte senese)

Istruzioni

1

Sgusciate le noci ed insaporitele in una padella con un pò d'olio e rosmarino.
Impastate la farina con l'acqua, lo zucchero, l'olio, e tutti gli altri ingredienti come se doveste fare la pizza o il pane. La pasta dovrà risultare abbastanza elastica come quella della pizza, anche se un pò più collosa per lo zucchero e l'olio.
Lasciate lievitare per una notte intera questo composto.

2

Il giorno seguente impastate nuovamente tutto il composto insieme per una decina di minuti e poi dividete in 4 panetti.
Date la forma rotonda a ciascun panetto che disporrete su una teglia imburrata ed infarinata. Poi fate un segno a croce su ogni panetto.
Lasciate lievitare almeno per un paio d'ore.

3

Spennellate infine i vostri panetti con un tuorlo d'uovo.
Cuocere a 175° per 45 minuti.

Pan co’ Santi della famiglia Chiti
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